Altre volte invece mi sembra di accorgermi che è tutta una ben concertata finzione e che visto che il mio umore la mia mente e il mio comportamento dissimulano egregiamente anche a loro stessi il disagio si esplicita nell'unica via di espressione che trova e il disordine domestico si accresce e caotizza sempre più a tendere alla blobbizzazione che finirà con l'inglobarmi annientandomi rivincita estrema del disagio negato.
Poi rinsavisco.
lunedì 8 gennaio 2007
Ogni tanto penso che vada tutto bene
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narsil
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20:05
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domenica 7 gennaio 2007
I grandi
Ieri pomeriggio ero seduta sul divano verde a casa dei rilli. Stavamo guardando un cartone in dvd: Samuele aggrovigliato in poltrona, Beatrice che si ribaltava tra il tappeto e lo schienale del divano e Eva al tavolo a lisciare e ripiegare i panni usciti dall'asciugatrice.
Improvvisamente ho sentito l'odore del ferro da stiro di mia madre e lo sbuffare del vapore e l'ho vista dietro l'asse con la pila di indumenti da stirare.
Non è stato come quando ricordi una scena del passato, un evento, delle parole. Io ero davvero lì, sulla già allora vecchia poltrona del salotto con la televisione accesa e la pioggia fuori.
Ho sentito l'inquietudine bambina che muoveva incessante la mia mente, e il sapore di casa, rifugio e sicurezza che si alzava dalla presenza di mia madre impegnata nelle sue faccende. Un'inquietudine che è come un rospo dentro la pancia, che ti fa girare e rigirare senza trovare la posizione con il corpo e coi pensieri, un esplorare incessante di mondi e sentire a cercare non si sa ancora cosa. E sai che lì accanto c'è la mamma col suo ferro da stiro.
L'inquietudine adulta che mi vive oggi è forse altrettanto vitale e necessaria. Sicuramente fa meno paura ché ormai ho l'illusione di conoscere i limiti del mondo, sicuramente fa più paura ché oggi se giro gli occhi non trovo quegli sbuffi di vapore che significavano casa e non vi è nulla fuori di me che mi contenga e delimiti.
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narsil
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15:25
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venerdì 29 dicembre 2006
Solo perché è una idea di rillo
Nel 2006
1) la storia dei draghi d'oro (che prima o poi la scrivo che così anche i grandi sapranno quanto è bella) (e magari ci divento pure ricca:)
2) l'aver iniziato ad acquistare cd musicali
3) l'aver verniciato i caloriferi di casa
4) le scritture di strada
5) il viaggio in ecuador (colori, vulcani, amazzonia)
Per il 2007
1) ingaggiare qualcuno che mi aiuti a mettere ordine e a ripulire casa mia
2) almeno una pazziata
3) una cena per gli amici: da me, cucinata da me
4) amare anche con la pelle (ma non vale, perché è più un augurio che un impegno)
5) scrivere il post sotto l'albero e (stavolta) inviarlo a squonk
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narsil
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00:38
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sabato 23 dicembre 2006
Professione di fede
Senti, cosa fai venerdì sera?
Ci sono quelle con occhi azzurri e riccioli biondi, che poi magari fanno il broncio e ringhiano.
Non ho programmi...
E quelle che scendono in abito da sera e tacchi a ricordare quanto sono donne oltre che madri.
...Avete bisogno?
Quelle che inventano biglietti di auguri con la stessa maestria con cui impacchettano doni su auto in corsa.
E' che abbiamo i biglietti per uno spettacolo...
Alcune ti regalano vestiti e un camino acceso d'affetto davanti al quale dormire.
...Due adulti e due bambini.
Altre trasformano fatiche in sorrisi.
Oh, certo! Vi tengo il piccolino.
Ci sono quelle che spariscono e poi tornano, a girare con te per il mondo.
Beh, ecco... Il piccolo è un po' troppo agitato queste sere...
E quelle che trovano compagni d'eccezione che brillano con loro, tra discussioni e complicità, di creatività in amore.
...Ci vai tu con loro?
Io credo nelle Fate.
TAM
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narsil
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01:26
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sabato 16 dicembre 2006
No, non lo faccio l'albero.
In cantina, certo. Deve essere in cantina. Le chiavi? Dunque, sembra una vita che non vado là sotto... Dovrebbero essere qui... Eccole! Eccole. Vabbè, vado. La cantina è nel sotterraneo, come i ricordi accatastati dentro. Scavati nella terra dalle ore felici o annoiate, sofferenti o serene. Ma la lampadina funzionerà ancora? Sì, certo. In fondo la luce si può portare sempre, anche negli scantinati più bui e nascosti. Click. Luce gialla. Chissà perché in cantina sempre luce gialla. Accipicchia! E' tutto molto più in ordine di quanto pensassi. Le piastrelle di scorta, le plafoniere dei bagni (mai riusciti a farle stare su!), l'attrezzatura da campeggio, la vecchia rete del letto, l'amaca di corda originale e gli imballi degli elettrodomestici... E una serie di contenitori e sacchi che non so davvero più cosa contengano. No: non ci guardo, non li apro. Ecco la scatola che cerco: alta e stretta. Più quella sotto, bassa e larga. Sono leggere, sì. Ricoperte di polvere, sì.
Le scatole stanno sul parquet della sala, aperte. Fili d'argento e blu lasciano pagliuzze in giro e l'alberello è in piedi sotto la finestra. Solo palline rosse e fiocchi d'oro. C'è pure una confezione quasi nuova di gancetti. E' la prima volta che tiro fuori l'albero da quando Massimo se n'è andato e con le palline in mano mi domando se non sarebbe stata una buona idea lasciarlo laggiù ancora un po'. Come in un telefilm anni settanta mi guardo riflessa nel tondo dorato e mi ritrovo in un ricordo patinato di giochi e complicità. Cerco il gancetto e appendo la pallina, un poco dietro, che si veda appena. Il puntale scheggiato non ha neppure bisogno di essere manipolato per rilasciare aromi di passato. Comunque pende sempre un po' di sbieco. Per fare posto a tutti i fiocchi devo dare aria ai rami raggrinziti sfogliando con pazienza gli aghi di plastica, toccando volta a volta visi e sorrisi. Ora ci vogliono i fili d'argento. Da ingarbugliati come sono temo ci metterò un'ora a districarli, forse mi ci vorranno addirittura le forbici. Invece le mie mani ricche dei sapori raccolti da rami e palline li sciolgono con inattesa semplicità. Blu e d'argento tornano ad abbracciare morbidi l'albero verde, emozioni di luci intermittenti per una nascita che si rinnova ancora.
Ok, scendo in cantina a cercare quella scatola.
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narsil
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14:06
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sabato 2 dicembre 2006
martedì 28 novembre 2006
And if I show you my dark side
Sorprendente come ascoltando la musica che sarebbe potuta essere quella della mia giovinezza io senta il sapore di quello che avrei potuto vivere. Mi sembra di riacchiappare dei pezzi che mi appartengono ma che ho lasciato in giro, disseminati per strada, accatastati a un incrocio non visto, sospesi a metà tra l'aborto e il dispiegarsi nei colori della terra. Dimenticati. Ma vederli ora è come un flash: li riconosco, mi ricordo di loro. E insieme non li conosco... E' più vero dire che riconosco che sono loro a conoscere me. E li riacchiappo come ali che si colorano del polline, poi mi guardo e mi stupisco di come potessero non esserci prima. E c'erano infatti, disseminati qua e là.
Resta la malinconia, ma sto venendo a patti col senso del non aver vissuto abbastanza, con uno sguardo ancora troppo velato da ciò che non è stato, con l'alibi che ciò può fornire all'anima.
Non si finisce mai. Non si finisce proprio mai.
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narsil
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01:10
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domenica 19 novembre 2006
Eccomi
Mi mancano tanto le persone che non incrociano più con me. Qualcuna in particolar modo. C'era una specie di amico a cui scrivevo tutto quello che mi passava per la testa, a cui confidavo insicurezze e dubbi, con cui mi piaceva condividere entusiasmi. Talvolta condividevamo anche altro e forse questo è il motivo per cui ora non condividiamo più nulla. Forse.
Guardo avanti, in questo tempo che davvero oramai vivo come rotondo sentendo, molto più che sapendo, il passato tutt'uno con il presentefuturo. Guardo dunque, e dire avanti ha lo stesso senso che dire indietro, come dire dentro può valere per fuori in questa consapevolezza di pancia che annulla i confini spazio temporali illuminandone le categorie.
Vedo Narsil riforgiata, più forte e lucente di prima, ché il fuoco ha cancellato finanche le linee di fusione restituendo alla spada il suo essere integro. Eppure a impugnarla si sentono ancora i contraccolpi della furia che la spezzò.
Ricevetti una mail inaspettata un giorno, da quello strano amico. Aveva visto la spada in una bottega a Vienna e vi aveva letto tutto il mio affetto.
Guardo avanti e aspetto il marzo dei tre anni, quello in cui da separazione potrà essere divorzio. Si può divorziare da un uomo ma non dalla vita che hai condiviso con lui. Si può divorziare da un nome ma non si smaterializza l'amore passato tra le mani. E rimane tutto insieme: lo stupore dell'inizio e la gioia più grande di me dei primi anni, la sofferenza delle barriere di silenzio e lo sbigottimento della cattiveria, la complicità e la distanza incolmabile. Tutto assieme a dare il suo colore a una storia, che è anche la mia.
Guardo indietro e desidero quella gioia che trovo nella condivisione di me, tanto più ora che sono tanto presente a me stessa che saprei tanto prendere e dare.
Guardo dentro e trovo immagini di futuri possibili, legati -chissà- a passati diversi, ma lo stesso presente.
Guardo fuori e faccio fatica a cogliere questo presente così ricco...
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narsil
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21:51
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lei davvero sempre più nuda, sui pattini
Nell'asocialità di questi pomeriggi incerti scivolo tra cioccolate e sorrisi infanti dentro immagini e pensieri colorati di desideri. E, no: non si sta bene da soli, nemmeno quando si sta bene. Accarezzo il calore del mio sorridere di fronte a sapori vissuti ancora troppo poco, e allora le mani frugano anche là dove non osano le parole.
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19:22
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giovedì 16 novembre 2006
Domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
Ogni tanto ripenso alle cose che ho lasciato indietro, passato via senza toccarle, alcune senza quasi guardarle.
Ora sono loro lì, a guardarmi. O a non guardarmi, è lo stesso.
Hanno un sapore simile all'amore per un figlio non tuo.
E' che a viver soli si ha un sacco di tempo per farsi le menate.
Pertanto, come scrivevo qualche ora fa a quell'amico grande, ora vado a gettarmi sul cioccolato.
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00:33
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martedì 14 novembre 2006
Che bròntolino
Il mio computer brontola e gorgoglia ogni cosa gli si chieda di fare, neanche fosse frutto di manipolazione genetica tra il gamete di una caffettiera e quello di una anziana zia brontolona.
D'altronde qui brontola un po' tutto, dai vestiti accatastati sul divano all'armadio ancora da sistemare, dagli scatoloni nuovi che si aggiungono accanto a quelli ormai divenuti parte integrante dell'arredamento alla porta della camera da letto che fa bella mostra di sé appoggiata alla parete del corridoio.
Brontola il mio senso del dovere e persino il mio buon senso (quello che ne è rimasto).
Brontolano le lampadine appese al filo e l'assurdità di una casa troppo grande e non vissuta.
Brontolano le stanze ignorate e strillano di gelosia gli spazi che trascuro.
Che bròntolino.
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narsil
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00:17
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domenica 12 novembre 2006
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E' l'ennesima notte di seguito che mi sveglio nel buio e mi giro e rigiro cercando invano di allontanare il sapore cattivo dei sogni. Infine, sconfitta, assieme alla luce mi alzo con le occhiaie e vago per casa cominciando una giornata che già so accompagnata dal sonno.
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narsil
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15:09
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venerdì 3 novembre 2006
giovedì 2 novembre 2006
Crespelle ai carciofi e carpaccio di spada
Ogni tanto mi capita di andare a rileggere miei vecchi post, tutte le volte mi stupisco di cosa sia stata capace di scrivere :). Ogni volta sento che non potrei più scriverne così: tanto interessanti, tanto brutti, tanto intimi, tanto spudorati, tanto noiosi, tanto belli. Probabilmente penserò lo stesso di ciò che scrivo ora quando tra un anno mi capiterà di rileggermi. Se. Ché è sempre bene non dare nulla per scontato. Nemmeno una pizza preannunciata, ché poi diventa carpaccio di spada con crespelle ai carciofi. Volti e mani, voci e occhi. La luna dietro le nuvole. Il filo dei pensieri.
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narsil
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01:46
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