sabato 30 aprile 2005

lasciare andare qualcosa che comunque non c'era

mercoledì 27 aprile 2005

[nonsense]
Non scrivo mai frasi di circostanza.
Non sono adatta a vivere qui (la legge di Darwin mi avrebbe già condannata all'estinzione: morte precoce e perdita del patrimonio genetico).
Mi sono circondata di persone di valore, di amici eccezionali. Tu che mi presti un golf e mi dici tienilo, voi che mi avete aperto casa e cuore e mi avete trovata addormentata ad aspettarvi, tu che scegli con cura la provenienza geografica delle pratiche da passarmi e voi tutti che non perdete occasione di ricordarmi sorridendo quanto io sia solo una cara ragazza :). Tu che dopo anni di affetto mi scrivi nero su bianco che mi vuoi bene, tu che mi commuovi con un sms lanciato nell'aria alle due e mezza di un mattino post concerto. Tu che mi accogli nella notte e tu che mi affidi i figli. Tu che mi osservi vicina da lontano e tu e i messaggi sulla segreteria telefonica. Tu e la birra scura, tu e le crepes. E tu. E tu.

È che sono stanca.

venerdì 22 aprile 2005

Brucia meno la pelle
Grida più forte la carne
Inspiro a fondo
Ogni affondo è lama che tocca

giovedì 21 aprile 2005

mi sfinisco per evitare le incombenze emotive

Tengo le mie incoerenze, mi fanno autentica.
Resta più difficile sciogliere le paure in nebbia...
Soprattutto,
amo osservare gli alberi.

martedì 19 aprile 2005

parole
argini a contenermi quando esondo

martedì 12 aprile 2005

lunedì 11 aprile 2005

Ché lo spirito si perde nell'anima e non sono in grado di metterci mano.

sabato 9 aprile 2005

Mi è mancato guardarti, guardarti e lasciarmi guardare, quella domenica al telefono.
Poi io faccio sempre troppa fatica a lasciare andare. E con te mi ero permessa di aprirmi più di quanto sarebbe stato saggio fare, più di quanto per certi versi avessi mai fatto.
Ho bisogno di dimenticarmi di te, e soprattutto della mia apertura, del mio sognare, del mio respirare.
È un problema mio. Solo mio. Devo chiudere. Imparerò a farlo.

venerdì 8 aprile 2005

(post a scomparire)
faccio fatica. una faticaccia immane. non credevo davvero. non so da che parte voltarmi. ma passa. lo so. solo che ora, ora nel senso anche di adesso, in questo preciso istante, mi sembra di attorcigliarmi su me stessa a cercare sollievo e non trovarlo. so che nessuno può togliermi questo peso, che me lo posso levare solo da me stessa, presto, ma non ora, pare. ...come vorrei che qualcuno trovasse il modo di aiutarmi :) vorrei la bacchetta magica, insomma. è che mi pare di avere già fatto un sacco di fatica. che sarebbe giusto avere un po' di gioia, ecco. patetica? lo so. lo so bene. e anche un po' idiota. che posso fare? davvero... cerco ovunque una ricetta per trovare sollievo, almeno per un po'. intanto mi sa che dovrei provare con un sonnifero. almeno da riposare. oggi ufficio sette/diciotto pausa pranzo usata per lavorare pure quella, addentando una piadina. e stasera niente pattini, ché piove. non ce la faccio.... sì, lo so: ce la faccio.
ho paura
Passa.

mercoledì 6 aprile 2005

Conservo in me lo spazio degli amici perduti. Angoli appartati degli amori naufragati. Dispense di sorriso degli incontri di un momento.

apnea.
e ho paura. con quanta facilità gli altri riescono a chiudere. io non chiudo mai.

voglia di cielo
di aria di respiro
penombra
una luce che riposi
chiudere gli occhi
rilasciare le mani
respirare
ancora
voglia di stelle

lunedì 4 aprile 2005

Ci sono persino dei momenti in cui penso che non lo rifarei.
Sapere che passa non è di aiuto perché rimane una consapevolezza esiliata in territorio lontano.

Più probabilmente semplicemente non gli piacevo abbastanza.
I bimbi (Meme insegna) vedono più lontano di tutti.

Fraps mi ha concesso una settimana. Al limite, visto che ci ho guadagnato un cellulare :), dieci giorni. Ma ho già sforato... Cieloditraverso mi ha dato due mesi, che possono sembrare una enormità, ma mi paiono già più realistici. Solo che, come per l'appunto tal donna ha ben previsto, il primo mese si peggiora anziché alleggerirsi.
Lo so. Era la mia voglia di lasciarentrare. Il mio desiderio di scoprire. Di fidarmi di una cosa bella. Di lasciare che fosse. La mia voglia di sognare. La mia capacità di farlo.

sabato 2 aprile 2005

Avere a cena un tal gruppo di pazzi è terapia che consiglio vivamente.
E quel fiore giallo poi... Non mi capita spesso di ricevere fiori. L'ultimo ancora mi toglie il fiato.
Questo nuovo fiore mi illumina.
Lo so, sono un poco brilla. Colpa del vino piemontese, e non me ne vogliano i veneti.
Mancava la cuoca e il suo tocco di classe. Ma abbiamo riempito ogni minuto di leggerezza e significato. Riunione di lavoro, quasi. Il mio un appoggio logistico.
Ma mi hanno detto: ci siamo noi, i tuoi amici.
E sorrisi.
E quel fiore.
Non ho certo l'esclusiva del dolore. Anzi.
Ma finché lo porto smangia via sapore alle cose meravigliose che vivo. E' inevitabile: funziona così.
E per il tempo che serve devo portarlo.
Col sorriso ...se riesco. Tra battute dissacranti e brindisi di vino rosso.