Ogni tanto mi vien voglia di appiccicarmi in fronte le istruzioni per l'uso. Un estratto almeno, ché l'intero manuale lo riserviamo ai più determinati. O caparbi.
Non spaventarsi se il soggetto fa gli occhi grandi, è una caratteristica propria del modello: non significa nulla più che stupore bambino. Nulla meno.
giovedì 8 aprile 2010
Manuale d'Uso - #1
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00:32
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sabato 13 marzo 2010
giovedì 11 marzo 2010
imperscrutabile innocenza
Altre cinque piastrelle sono esplose a coronare il caos di una forma che prende sempre più distanza.
Mi manca il profumo del cielo. Ma mi riconosco sempre più ponte tra terra e stelle.
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01:10
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martedì 9 marzo 2010
lampi di emozioni in risonanza
...e comunque de andrè figlio non ha svelato alle masse il destino del pescatore.
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01:27
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lunedì 30 novembre 2009
titolo
dare un nome alle cose certe volte le affranca altre le imprigiona.
Ho fame di cielo e di mani. Giusto il tempo di un respiro. Se ho un'anima è sospesa tra occhi e cuore, attorno un'apnea che non si scioglie nemmeno dentro questa pioggia che mi culla il sonno.
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00:55
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lunedì 5 ottobre 2009
È solo un filo sottile quello che segna il confine tra la resa e l'immergere le mani dischiudendo le dita.
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16:25
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mercoledì 8 luglio 2009
Riflusso
Di là ho un blog che porta come sottotitolo una cosa come "con elementi di incremento (ma) a tempo determinato". E ultimamente sono tornata a inciampare sulla fatica delle esperienze rinchiuse nello spazio di un tempo determinato. Ma in fondo, mi son chiesta, di che perplimersi? Il tempo determinato è la natura della vita. Il per sempre non esiste e il finchè morte ci colga è come minimo uno sbilanciarsi azzardato e, di necessità, inconsapevole. E a cascata il resto dell'universo mondo, dal contratto di lavoro al sorriso degli amici. È vero che c'è da qualche parte questo anelito all'infinito, all'eterno, a ciò che va oltre noi insomma. A riconferma della nostra essenza a tempo determinato. Si dice che qualcosa in noi è senza confini, ma se davvero lo fosse probabilmente non avrebbe questo anelito: l'infinito per sua natura non si può proprio sentire vincolato, ennò. O forse fummo davvero un'unità con un(il) tutto da cui poi venimmo separati, ed è allora il ricordo di dio che ci incasina l'esistenza chiedendoci di desiderare senza confini. Certe volte non so che farci di questo mio tempo determinato.
E allora scrivo post.
(Vivo l'infinito a tempo determinato, sciolto nello spazio di un respiro)
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22:33
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martedì 9 giugno 2009
In taluni periodi me ne dimentico, e il cielo è alto e lontano. Poi all'improvviso ecco che le nuvole sono bellissime, e il cielo vicino. Ma sempre troppo alto per noi. E l'azzurro di nuovo si squarcia e mi cade addosso. E l'assurdità dell'esistere mi respira. E a ogni fiato vengo squarciata tra cielo e terra, polvere, sudore, gioia e noia. Probabilmente non sono in grado di sostenere questa lucidità insana, credo sia appunto il motivo per cui presto la dimenticherò. Ma intanto, in questi intervalli di coscienza, i frammenti di cielo mi schiacciano. E la fatica non riconosce i confini della consapevolezza e popola anche l'oblio.
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23:36
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giovedì 30 aprile 2009
questa mattina l'azzurro sapeva di pulito d'acqua e prometteva calore
nel pomeriggio apocalisse di piombo ad accerchiare le nostre finestre
a sera incendio da respirare con l'anima tutta
quella fatta di pelle e musica
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00:35
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lunedì 27 aprile 2009
anche quando è il silenzio a parlare
ferma
pioggia sui capelli
acqua sul palmo delle mani
sotto le suole un velo liquido a portarmi via
ferma
che poi non posso fuggire
dai colori
dai sogni
dalla realtà
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00:24
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giovedì 16 aprile 2009
non so se sia più difficile far ragionare sensi o sentimenti
sarà la primavera, certo
traduco energia in colore
modello forme
cerco pelle
sento profumi nelle parole
in una commistione di sogno e carne
e allora il gesto più semplice può attraversare in un attimo anni di corazza
una mano che ti passa da parte a parte
forte
delicata
riscopro che è vano nascondersi allo sguardo della luna
anche quando sono gli occhi del sole
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02:04
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giovedì 12 marzo 2009
la dignità dell'assurdo
Bello il film. Ma triste. Ma bello. Uh! se è triste. Ci mancava solo un Bel film Triste... Vite che si consumano e frantumano nella solitudine. Proprio in fase con la mia fase di mancanza di significato, di inquietudine esistenziale che si risolve in un assoluto nonsenso cosmico. E in un contesto di nonsenso cosmico il fare fatica acquista la dignità dell'assurdo.
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23:46
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domenica 25 gennaio 2009
È difficile scrivere di lui. Perché pare di non scrivere mai abbastanza, di non avere detto bene, di non sapere esprimere. Perché scrivere significa pensarci e ora è ancora difficile.
Posso però iniziare a scrivere di un funerale che è stato una festa di famiglia, una festa che gli sarebbe piaciuta davvero. Coi bambini a giocare tutto attorno e le regioni d'italia a bere vino e mangiare focaccia e affettati. E dai, facciamo anche gli spaghetti, col piatto in mano per chi li vuole, ché anche la casa grande di retorbido non è grande abbastanza per mettere tutti seduti.
"ma il papà e il nonno sono andati a dargli i bacini?" "sì piccolo tesoro" "allora adesso lui rivive!" "...no cristian. succede solo nelle favole..."
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02:13
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domenica 18 gennaio 2009
Ho bisogno di riposare. Prima che tutto diventi troppo piccolo.
Già perché quei fili a cui stanno attaccate le cose non si allungano indefinitamente, prima o dopo si spezzano. L'oscurità per me non è mai stata corpuscolare, almeno fino a quando non ho letto il primo capitolo di Le Correzioni (colpa di Rillo:-). Ora quella descrizione di un buio vuoto che da crepuscolare passa a corpuscolare e si riempie di un nero che mangia cose, persone, affetti, relazioni, pensieri e movimenti mi sembra più vera del vero.
E ho davvero bisogno di respirare. Prima che tutto diventi troppo piccolo.
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17:17
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giovedì 15 gennaio 2009
la notte corrode le mie corazze
i sogni denudano la pelle
il mattino mi coglie indifesa
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23:51
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